×

… if we can keep it

… if we can keep it

Südostschweiz
02.08.21 - 04:30 Uhr
OLIVIA AEBLI-ITEM

Das Zusammenleben der Sprachen und Kulturen in Graubünden: Das ist das Thema der Kolumne «Convivenza», die wöchentlich in der «Südostschweiz» und der romanischen Tageszeitung «La Quotidiana» publiziert wird.

Von Paolo G. Fontana*

17. September 1787: An diesem Tag, so erzählt man sich, trat Benjamin Franklin gerade aus der Independence Hall in Philadelphia, wo sich die Delegierten versammelt hatten, um die heute noch gültige amerikanische Verfassung auszuarbeiten, als eine Passantin von ihm Rechenschaft über das Resultat der Verhandlungen verlangte, die bereits seit Monaten andauerten: «Was haben wir denn jetzt? Eine Republik oder eine Monarchie?» Franklin antwortete überzeugt: «A Republic», ergänzte aber sofort, «if you can keep it.»

«So ihr sie behalten könnt.» Was meinte er damit? Die Republik, so schien der Politiker aus Pennsylvania sagen zu wollen, musste nicht vor einem äusseren Feind beschützt, zumindest nicht ausschliesslich, sondern vor allem «bewahrt» werden. Deshalb wird dieses Zitat in den USA heute oft als Mahnung gegenüber juristischem Aktivismus ausgesprochen (oder anders gesagt: als Zeichen des Respekts vor der Gewaltenteilung). Wenn wir bedenken, dass für den Erhalt des Grundsatzes eines «gemeinschaftlichen Zusammenlebens» unser aller Engagement unverzichtbar ist, wird dieses Zitat allerdings zu einer mahnenden Äusserung mit grösserer Reichweite. Jede Institution, jede Frau und jeder Mann ist dabei angehalten, die eigene Verantwortung wahrzunehmen, denn es gibt keinen Mechanismus, der diese Grundsätze – die unmissverständlich in unseren Verfassungen festgehalten sind – vor der ständigen, latenten Bedrohung durch ebendiese Institutionen und Menschen beschützen kann. Dieselben Institutionen und Menschen, die diesen Grundsätzen Respekt zeugen und tagtäglich sicherstellen sollten, dass sie sicht- und spürbar gelebt werden. Glücklicherweise handelt es sich bei dieser Bedrohung meistens nur um simple Nachlässigkeit. Zumindest in unseren Breitengraden.

Kommen wir also auf Graubünden zu sprechen: Wir können uns heute darüber freuen, dass der Erhalt unserer Dreisprachigkeit sowohl die Aufmerksamkeit der Kantonsregierung als auch verschiedener Interessengruppen im Grossen Rat zurückgewinnen konnte. Mit ihrem «Manifest zur Stärkung des Zusammenhalts zwischen den kantonalen Sprachgemeinschaften» (www.gr3.ch) konnten die Gruppa rumantscha dal Cussegl grond und die Deputazione del Grigioni Italiano indirekt die Regierung auf ihrem Weg unterstützen, den sie zeitgleich mit der Stellenausschreibung der oder des zukünftigen Delegierten der Fachstelle Mehrsprachigkeit (auch «Polizei der Minderheitensprachen» genannt) eingeschlagen hatte.

Das ist gut so, denn nur mit gebündelten Kräften – aller Institutionen, öffentlichen Ämter sowie halbstaatlichen Institutionen, Sprachorganisationen und sogar Einzelpersonen – wird diese «Aufsichtsperson» konkrete und dauerhafte Ergebnisse für den Erhalt unserer Dreisprachigkeit erzielen können. In anderen Worten: Ja, dieses Vorhaben wird längerfristig nur Bestand haben, if we can keep it – indem jede und jeder die eigene Verantwortung wahrnimmt, damit die Vielfalt, die uns auszeichnet, nicht verarmen und nicht verloren gehen möge.

*Paolo G. Fontana, Jahrgang 1981, hat an der Universität Pavia das Doktorat in Geschichte des Föderalismus und der Europäischen Union erworben. Seit 2014 ist er wissenschaftlicher Mitarbeiter der Pro Grigioni Italiano.

 

… if we can keep it

Di Paolo G. Fontana*

17 settembre 1787. Si narra che quel giorno, fermandolo all’uscita del palazzo di Philadelphia in cui i delegati si erano riuniti per riformare gli Articoli della Confederazione, una donna abbia chiesto conto a Benjamin Franklin del risultato finale delle discussioni, che duravano ormai da mesi: «Che cos’è che abbiamo? Una repubblica o una monarchia?». «A Republic», rispose Franklin con sicurezza, aggiungendo però immediatamente: «if you can keep it».

«Se riuscireste a preservarla». Che cosa intendeva dire con quella frase? La repubblica, sembrava lasciare intendere l’uomo politico della Pennsylvania, non andava difesa da qualche nemico esterno (o, almeno, non soltanto), ma andava anche «conservata». Per questo motivo, negli Stati Uniti, questa citazione è oggi spesso usata come monito contro l’attivismo giudiziario (oppure, altrimenti detto, a sostegno del rispetto della separazione dei poteri). Essa rappresenta tuttavia anche un monito di più ampia portata, ricordandoci come per mantenere un principio di «convivenza sociale» sia sostanzialmente necessario l’impegno di tutti. Ciascuna istituzione, ciascuna donna e ciascun uomo sono chiamati ad avere un ruolo in quest’opera, perché non è possibile creare nessun meccanismo che metta al riparo tali principi – che sono più o meno inequivocabilmente iscritti nelle nostre costituzioni – dalla sempre latente minaccia rappresentata dalle stesse istituzioni o dalla società medesima, dalle stesse donne e dagli stessi uomini che dovrebbero garantirne il rispetto e assicurarne quotidianamente un’esistenza viva, concreta e tangibile. In generale, per fortuna, almeno alle nostre latitudini, tale minaccia non è spesso altro che semplice noncuranza.

Venendo a noi e ai nostri giorni ci si può soltanto rallegrare che il mantenimento del nostro trilinguismo sia tornato allo stesso tempo al centro dell’attenzione tanto del Governo quanto di un nutrito gruppo di deputati al Gran Consiglio: così, negli stessi giorni in cui il Governo metteva a concorso il posto del futuro delegato al Servizio per il plurilinguismo (quello che è stato anche denominato il «poliziotto delle lingue»), la Deputazione romancia e la Deputazione grigionitaliana hanno indirettamente sostenuto la direzione intrapresa dal Governo col loro «Manifesto per il rafforzamento della coesione tra le comunità linguistiche cantonali» (www.gr3.ch).

È bene che sia così. Solo con la collaborazione di tutti – di tutte le istituzioni, degli uffici pubblici e degli enti parastatali, delle associazioni linguistiche, persino delle singole persone – il «poliziotto delle lingue» potrà ottenere risultati concreti e duraturi per la conservazione del nostro trilinguismo. In altre parole, sì, questo si manterrà nel tempo soltanto if we can keep it, ciascuno impegnandosi nel proprio ruolo perché questa ricchezza che ci contraddistingue non s’impoverisca e non vada perduta.

*Paolo G. Fontana, classe 1981, ha conseguito il dottorato in Storia del federalismo e dell’unificazione europea presso l’Università di Pavia. Dal 2014 è collaboratore scientifico della Pro Grigioni Italiano.

Kommentieren

Kommentar senden